Bologna, il RB Salisburgo sorpreso dal tunnel del Dall’Ara: il video è virale

Nell’infrasettimanale delle coppe europee, il Bologna ha battuto il RB Salisburgo per 4-1 allo stadio Renato Dall’Ara. Il club austriaco, oltre che dal gioco dei ragazzi di Vincenzo Italiano, sono rimasti sorpresi anche dal tunnel dell’impianto che porta dal campo agli spogliatoi!

Nell’epoca social del calcio è possibile cogliere aspetti di questo sport che prima erano completamente estranei ai nostri occhi. Grazie alle reti sociali, possiamo vivere con maggior coinvolgimento tutto quello che accade vicinissimo al campo di gioco: la vita degli atleti e, anche, l’organizzazione degli stadi. Il video del tunnel del Renato Dall’Ara caricato sui profili ufficiali del RB Salisburgo e andato virale in pochissime ore, è una dimostrazione di questo concetto di vicinanza al rettangolo verde. Il Bologna vuole entrare nella mente degli avversari già nel passaggio spogliatoi-campo con il suo personalissimo e lunghissimo tunnel.

Bologna, le parole di Italiano dopo la vittoria contro il Salisburgo

Il commento sul match. “I ragazzi sul 3-1 hanno abbassato l’attenzione e abbiamo subito quelle 2-3 azioni pericolose. Ci può stare, tutto è andato con il verso giusto, la squadra avversaria era comunque pericolosa, con velocità e fantasia. I difensori sono usciti affaticati, ma sono stati attenti nei momenti cruciali. I nuovi ingressi potevano permetterci di fare altri gol, siamo tutti li e a pochi punti dall’ottavo posto. In una classifica cosi corta e con risultati a sorpresa, possiamo fare il nostro. Stiamo continuando a fare bene e dobbiamo continuare così“.

Raggiunta la maturità europea? “Tante squadre portano dentro gli esterni per creare l’uno contro uno, lo fanno in tante occasioni visti anche in Champions lo scorso anno. Per i difensori è una fatica doppia, così come per gli esterni nostri. Quando però poi riconquisti palla, diventi pericoloso e porti dentro giocatori in area”.

Le fasce si sono rivelate ancora una volta decisive. “Gli altri quando hanno la palla cercano soluzioni all’interno del campo con i trequartisti. Nel momento in cui riconquisti palla, in pochi secondi hai la possibilità di far male. Non buttano mai via palla e quindi gli esterni devono essere aggressivi e pronti a ripartire. Devi lavorare bene come fatto oggi, in Europa nessuno viene per speculare sul risultato e cercano di farti male. Abbiamo giocato sempre con squadre con giocatori piccolini che chiedono palla sui piedi, noi abbiamo spinto sulle ripartenze. Alla fine riesci a fare tanti gol, ne abbiamo fatto 4 e potevamo farne di più“.

Bernardeschi è tornato nel suo momento migliore? Federico è arrivato da un calcio con molto meno ritmo rispetto all’italiano e all’europeo. Quando dissi all’inizio che doveva riadattarsi, intendevo proprio questo. Ha spunto, velocità e tiro: doveva solo registrare le vecchie abitudini, con uno switch mentale per esprimersi al meglio. Come calciatore non si discute: ha giocato con il piede forte, ha fatto un gran gol di testa e lui deve mantenere questo elevato livello, coprendo anche in difesa

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