Il Genoa cala il tris al Cagliari e aggancia i sardi in classifica: le parole di Daniele De Rossi dopo il successo di questa sera.
Un super Genoa batte il Cagliari e aggancia i sardi a quota 19 punti in classifica: decisive le reti di Colombo, Frendrup e Ostigard. Le parole di Daniele De Rossi nel post partita ai microfoni di DAZN.
Genoa, le parole di De Rossi dopo il successo contro il Cagliari
Mister, voleva dare una grande prestazione ai tifosi, è arrivata una vittoria per 3-0 con zero gol subiti, non era mai capitato con lei. Ci racconta la partita? “La partita non è stata una grande prestazione, sapete che io sono abbastanza onesto sempre. Secondo me le grandi prestazioni durano 90 minuti, tieni il pallino del gioco per 90 minuti e soprattutto sbagli molto meno di quello che abbiamo sbagliato noi nei controlli, nei fondamentali tecnici nel primo tempo. Però la squadra ha tenuto botta. Ci sono momenti in cui non riesci a giocare, momenti in cui le cose non vanno, momenti in cui anche il peso della partita, dei tre punti contro una diretta concorrente, magari ti bloccano un po’ le gambe. lo penso che in quei momenti devi essere capace di essere sporco, di essere coperto, e nel primo tempo ci siamo riusciti. Nel secondo tempo c’è stata solo quella occasione e poi abbiamo fatto meglio”.
Ti sento un po’ severo. Nel primo tempo il Cagliari dopo il vostro gol è uscito bene palla al piede, vi ha pressato e avete sbagliato tanto. Nel secondo tempo è cambiato qualcosa perché il Cagliari non dava più la sensazione di essere pericoloso e l’inerzia si era spostata in vostro favore. Hai cambiato qualcosa a livello tattico o è stata solo questione di atteggiamento? “Diciamo che qualcosa gli ho detto. Non mi succede mai di arrabbiarmi perché sono stato calciatore e so che a volte le cose non riescono e basta, e perché mi prendo sempre la responsabilità se le cose non vanno benissimo. Ma per la seconda volta, come dopo il Pisa, partiamo bene, ho visto 15-20 minuti fatti bene, facciamo gol e abbassiamo il livello, iniziamo a fare degli errori stupidi. Quindi li devi prendere una decisione. Gli ho detto soltanto di giocare più in verticale, di giocare sempre alle spalle dei difensori perché mi sembrava una giornata nella quale le cose non succedevano. Ho detto intanto andiamo a mettere la palla nella loro metà campo. Poi c’è stato il gol del 2-0 che magari ci ha rasserenato, fermo restando che poi Nicola Leali in un paio di occasioni ci ha salvato. Non è una partita che doveva finire 3-0 per quello che si è visto in campo, poi alla fine abbiamo sigillato la partita e abbiamo avuto anche tante occasioni. Ma se ripenso alle ultime partite che abbiamo fatto qui o anche fuori casa, ai punti che non abbiamo raccolto, una persona che mi vuole bene pochi giorni fa mi ha detto che arriverà un giorno in cui magari giocherai meno bene e qualcosa girerà. Forse stavolta si è chiuso un cerchio”.
Ne aveva parlato anche dopo San Siro della prestazione di Leali, in una situazione non semplicissima dal punto di vista mentale con un nuovo portiere in arrivo. Anche oggi ha dato una dimostrazione importante, soprattutto il suo intervento sull’1-0 è stato decisivo. “Assolutamente, io l’ho sempre detto, l’ho sempre difeso, l’ho sempre considerato un buon portiere. Ci sono state un paio di partite, due o tre settimane in cui mi sembrava avesse un po’ meno serenità, e sono scelte che noi dobbiamo fare, io, il direttore, la società. Sono scelte che dobbiamo fare e spero per il Genoa che si riveli giusta, ma lui è un portiere che rimane nella nostra rosa del quale abbiamo grandissima fiducia. Ce l’avevo prima, non c’era bisogno di queste occasioni. Sono contento che lui si ritagli una serata di nuovo da protagonista perché è un ragazzo fantastico”.
Di motivi per sorridere ne ha, guardando anche alle prestazioni di Colombo. Le faccio una battuta: l’esultanza di Colombo le ricorda quella di Riquelme? Ne avete parlato? “Non l’avevo visto. Riquelme, dopo, lo chiamano questa esultanza li in Argentina, però anche dalle parti mie c’era uno che segnava sempre i derby e faceva così. E un’esultanza, insomma ognuno esulta come vuole, a me interessa poco, non l’avevo neanche vista. L’importante è che faccia quello che sta facendo e continui con questa ambizione, perché quello che gli ho detto io è che lui deve ambire ad andare in doppia cifra al minimo quest’anno, perché ha tutto”.




