Benfica, Mourinho: “Se allenerei la Juve? Rispondo così. Domani una finale come tutte le altre”

Intervenuto in conferenza stampa, l’allenatore del Benfica, José Mourinho ha parlato in merito alla sfida di domani contro la Juventus, in vista della settima giornata di Champions.

Benfica, le parole di Mourinho

RAFA SILVA – «Non parlo di giocatori di altri club, Rafa è del Besiktas in questo momento. Devo proteggere il mio club e parlare di giocatori del Benfica solo».

DOMANI UNA FINALE? – «È una finale come tutte le altre. Ovviamente guardando ai punti, alla classifica, che sono necessari per qualificarsi, abbiamo bisogno di vincere. Non so di quanti ne abbiamo bisogno: 3/4/5, difficile da dire adesso. Ma lo potremo sapere solo alla fine. C’è un po’ di pressione, però se domani il pareggio fosse sufficiente avremmo difficoltà a livello psicologico. Dobbiamo vincere, sappiamo contro chi giochiamo e dove giochiamo. Cercheremo di vincere e alla fine si vedrà cosa mancherà nell’ultima partita per poterci qualificare».

SPALLETTI – «Il rapporto non è importante ma io capisco che sia in Italia sia in Portogallo queste storie sono importanti. Ma la vera storia è la Champions League, Juventus Benfica. Spalletti ha detto una cosa bellissima in conferenza, dicendo che il Benfica è un pezzo di storia e lo ringrazio. Ma quando si gioca in una competizione come la Champions Mourinho Spalletti non conta. Le frecciatine fan parte del calcio, del lavoro, ma il rapporto fuori dal calcio è diverso. Lo rispetto tanto, come allenatore mi piace tanto».

FORMAZIONE – «L’unica cosa che dirò sulla squadra di domani, viste le domande ricevute, è che Bruma inizierà dalla panchina. Ha ammesso di non essere al 100% e che non può giocare 90′. Ma so che posso contare sulla sua esperienza e la sua voglia di aiutarci nel caso in cui avrò bisogno. Approfitto per fargli auguri, il suo augurio è molto importante. Si è infortunato sotto ai miei occhi quando ero al Fenerbahce e non mi aspettavo potesse tornare già a gennaio. Ora deve fare quello che mi ha promesso 15 anni fa, dicendomi portami in una squadra tua e io farò gol per te».

SPALLETTI HA DETTO CHE CON LUI SI ALZA IL VOLUME DEI FISCHI – «Il volume dei fischi (riden ndr). Mi aspetto qualità, squadre tatticamente con cultura, non una squadra che ti aspetta ma che vuole fare la partita, vuole essere protagonista nella partita. Non ho mai conosciuto Luciano senza giocatori importanti: alla Roma aveva tanta qualità, l’ho trovato poi a Napoli e ora alla Juve. Mi aspetto qualità e le squadre sono a loro agio del punto di vista tattico, sono ben organizzate, giocando un calcio verticale, veloce, è un allenatore molto bravo».

NON E’ AMATO QUI – «Ho già giocato qua con l’Inter, la Roma, il Manchester, è chiaro che giocare qua con l’Inter è più diverso da ogni altra cosa, è da qui che arriva l’amore tra virgolettato. Ma è fantastico giocare qui, uno stadio moderno, proprio nel senso di uno stadio di calcio con un ambiente molto intenso, molto caldo, tipico della Juventus. Ma il Benfica è il Benfica, loro sanno cosa vuol dire giocare contro una grande squadra. Chi indossa questa maglia sa che bisogna lasciare tutto in campo. Abbiamo speranza di qualificarci ancora mateticamente. Dopo le vittorie con Napoli e Ajax ci siamo messi in condizione di avere concrete possibilità di qualificarci, vogliamo tenere la qualificazione aperta».

SORPRESO DA SPALLETTI ALLA JUVE E SE ALLENEREBBE LA JUVE – «Per me è una sorpresa quando allenatori senza storia, senza lavoro fatto, hanno la possibilità di allenare le squadre più importanti al mondo. Questa è la vera sorpresa. Quando il Milan prende Allegri, quando la Juve prende Spalletti, quando la Roma prende Gasperini non è mai una sorpresa. Allenerei mai la Juve? Certo».

PORTOGHESI IN EUROPA – «Che ci piaccia o no a livello di club il calcio è condizionato da una situazione economica che ha grande impatto e il potere economico è accentrato in Paesi diversi dal Portogallo. I tre grandi club portoghesi possono arrivare in finale di Europa League e tra l’altro possiamo vedere che le finali che han coinvolto squadre portoghesi sono state in Europa League. Io considero favorite le squadre portoghesi per arrivare in semifinale e finale ma in Champions è più complicata se paragoni gli investimenti delle squadre».

RISULTATI CONTRO GIOCHISTI – «Se tu mi chiedi se voglio giocare bene o vincere domani, io voglio vincere. Ma il modo che ti fa avere più possibilità di vincere è giocare bene. Cos’è questa cosa di giocare bene però? È una cosa degli ultimi anni della gente che vuole fare il fenomeno, che non ha mai messo il c*lo su una panchina… Tra giocare bene domani e perdere o giocare male e vincere preferisco quest’ultima. Ma non capisco questo concetto».

GIOCARE COME CON IL RIO AVE – «Dopo una settimana in cui tanti esperti han parlato di questo dobbiamo ancora parlarne? Se n’è dibattuto tanto e non ne vale la pena. Ma venivamo da alcune partite positive, secondo la vostra opinione giocavamo bene da diverse partite. Se andate a vedere le heatmap di Sudakov di cui abbiamo parlato tanto non vedrete grandi differenze a partite in cui ha giocato in posizioni diverse. Vedrete tanti uguali…La cosa fondamentale è la ricerca di un’identità con i giocatori che abbiamo a disposizione. Rio Ave è una buona squadra, la Juventus è la Juventus. Per quanto possiamo tentare di fare una partita uguale sarà difficile con la Juventus».

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