Fiorentina, il mercato è insostenibile: incubo retrocessione e 90 milioni spesi

Fiorentina, il mercato è insostenibile: incubo retrocessione e 90 milioni spesi

Rischio retrocessione e un mercato da big che non ha risposto presente: l’incubo per la Fiorentina rischia di non essere ancora iniziato.

Il calcio non è una scienza esatta, ma per la Fiorentina di questa stagione sta diventando un’equazione impossibile da risolvere, dove a una spesa faraonica corrisponde un rendimento sportivo drammatico. Se la Serie A si decidesse in base alla potenza economica mostrata sul mercato, i viola starebbero lottando per l’Europa; invece, a undici giornate dal termine, la squadra si ritrova invischiata in un terzultimo posto condiviso con Cremonese e Lecce. L’investimento complessivo di 90 milioni di euro tra acquisti e riscatti estivi rischia ora di trasformarsi in un fardello insostenibile per le casse del club in caso di un’ipotetica, quanto catastrofica, caduta in cadetteria.

Piccoli e riscatti da 90 milioni: il mercato condanna la Fiorentina

Il peccato originale di questa crisi sembra risiedere in una programmazione tecnica che si è sgretolata precocemente. La rosa era stata infatti cucita su misura per le idee di Stefano Pioli, il cui progetto è tuttavia naufragato dopo soli tre mesi di gestione. Il simbolo di questo cortocircuito è senza dubbio Roberto Piccoli, l’acquisto più oneroso dell’era Commisso dopo un solo precedente, pagato ben 25 milioni di euro dal Cagliari.

L’attaccante, finora, ha faticato enormemente a trovare la via del gol, mettendo a referto appena due reti e diventando l’emblema di una campagna acquisti che non sta dando i frutti sperati. A questo si aggiungono i pesanti investimenti per Simon Sohm, Jacopo Fazzini e i riscatti definitivi di pedine come Gudmundsson, Fagioli e Gosens. Insieme hanno pesato per oltre 35 milioni senza riuscire a invertire la rotta.

Il nuovo ciclo di Paratici: diritti di riscatto e colpi a zero

A rendere il quadro ancor più desolante ci ha pensato la sfortuna, che ha colpito duramente con l’infortunio di Tariq Lamptey. L’ex Brighton, arrivato come colpo di prestigio, ha visto la propria stagione concludersi dopo appena 26 minuti a causa della rottura del legamento crociato.

Tra ingaggi pesanti come quelli di Moise Kean e David De Gea e una resa collettiva deficitaria, la società ha tentato di correre ai ripari a gennaio affidandosi a Fabio Paratici.

La nuova direzione sportiva ha virato su profili come Rugani e Brescianini, con contratti legati strettamente alla permanenza in categoria. Ormai i sogni di gloria sono stati riposti nel cassetto: la missione è una sola, ovvero evitare il baratro finanziario e sportivo nei prossimi spareggi-salvezza contro Parma e Cremonese.

Leggi anche