Italia, chi come successore di Gravina? Intanto Rivera si candida: “Sono pronto a fare il presidente”

Gianni Rivera

Nella riunione straordinaria indetta questo pomeriggio a Roma, Gabriele Gravina ha rassegnato le dimissioni. Chi sarà il sostituto dell’ex presidente della FIGC?

La piramide gerarchica della federazione italiana si sgretola e trova il culmine con la rassegnazione delle dimissioni di Gabriele Gravina. La notizia si è diffusa rapidamente poco dopo l’annuncio dell’esonero di Gennaro Gattuso. Adesso è necessario ricomporre tutti i tasselli per garantire solidità e sicurezza in un contesto così nevralgico. Il papabile sostituto di Gabriele Gravina è sicuramente Giovanni Malagò, ma non è l’unico profilo che potrebbe comparire tra i candidati delle elezioni previste il 22 giugno. Come rivelato da TMW, potrebbero profilarsi anche Giuseppe Marotta, Giancarlo Abete e non solo. Se ci fosse il commissariamento – ammesso che Abodi non lo voglia perché così si potrebbe candidare a fine legislatura -, Beppe Marotta – avrebbe forse il tempo di preparare il terreno, ma la pista è molto difficile dato il suo ruolo cruciale all’Inter.

Chi, invece, si è già autocandidato, non ufficialmente, è Gianni Rivera, che ha rilasciato delle dichiarazioni a Rai Radio 1 Sport. Queste le sue parole: «Sono pronto a fare il presidente FIGC perché ho un programma ben preciso che ho fatto con amici, tra cui il figlio di Angelo Sormani: è un modello che stiamo studiando e preparando e che forse potrebbe essere utile per la Federazione»

Figc, Abete e Marani tra i candidati: gli altri nomi in lizza

Sebbene più defilato, va considerato anche il nome di Matteo Marani: è il nuovo volto della politica sportiva italiana e gode di ottimi rapporti con Abodi e ancora migliori con i presidenti della Serie A, specie quelli delle big. In un quadro così mutevole e destinato ad evolversi rapidamente, trova spazio anche Demetrio Albertini. Giancarlo Abete può fare leva sul grandissimo consenso che ha edificato in questi anni nella Lega Nazionale Dilettanti, ma rappresenterebbe una figura di continuità più che di un cambiamento radicale. Difatti, l’attuale commissario della Lega Nazionale Dilettanti, è stato il principale elettore proprio di Gabriele Gravina. Giovanni Malagò è sostenuto da una fetta consistente della Serie A, dimostrando in passato  di sapersi muovere in contesti così delicati e importanti.

Ma come sarà votato il presidente della FIGC?

Nell’ultima assemblea elettiva era stato stabilito che, per il calcolo delle maggioranze, il totale dei voti attribuiti ai delegati fosse pari a 516. Ogni delegato disponeva quindi di un peso diverso, determinato dalla percentuale rappresentata dalla propria componente. Ecco come erano ripartiti i delegati nell’assemblea elettiva svoltasi a febbraio dello scorso anno:

  • Serie A – 20 delegati (il voto di ciascuno ne vale 4,644 per una somma complessiva di 92,88), il 18%;
  • Serie B – 20 delegati (1,548, per una somma totale di 30,96), il 6%;
  • Lega Pro – 57 delegati (1,086, per una somma totale di 61,902), il 12%;
  • LND – 99 delegati (1,772, per una somma totale di 175,428), il 34%;
  • Calciatori – 52 delegati (1,984, per una somma totale di 103,168), il 20%;
  • Allenatori – 26 delegati (1,984, per una somma totale di 51,584), il 10%.

Il Presidente Federale sarà eletto con la maggioranza assoluta dei voti validamente espressi, comprese le schede bianche, con esclusione dei voti nulli.

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