Tanti investimenti, rendimento minimo. Milan e Juventus arrivano al momento chiave della stagione con un problema evidente: il centravanti non segna abbastanza. Al netto degli adattamenti tattici – con ali e trequartisti spesso avanzati – il dato resta impietoso per chi, di mestiere, dovrebbe fare gol.
In casa Milan, il bilancio è deludente. Gimenez, Füllkrug e Nkunku insieme non arrivano a otto reti stagionali. Il più produttivo è il francese, ma senza mai diventare davvero centrale nel progetto. Peggio ancora Gimenez: arrivato tra grandi aspettative, ha inciso pochissimo, complice anche un lungo infortunio. Füllkrug, invece, ha lasciato solo una traccia: un gol pesante, ma isolato. Numeri che pesano anche economicamente, con milioni spesi per una produzione offensiva minima.
La Juventus non sorride. Openda, costato quasi 44 milioni, ha segnato appena due volte: troppo poco per un investimento così importante. Vlahovic, frenato dagli infortuni, resta sotto le attese sia per continuità che per incisività, nonostante un ingaggio da top player. David, arrivato per guidare l’attacco del futuro, ha numeri discreti ma non abbastanza per fare la differenza.
Due squadre, stessa fotografia: tanti nomi, pochi gol. E con lo scontro diretto all’orizzonte, Milan e Juve cercano risposte proprio da chi dovrebbe garantirle. Perché senza un vero bomber, anche i progetti più ambiziosi rischiano di restare incompiuti.




