Strahinja Pavlović, difensore del Milan, ha rilasciato una lunga intervista a Tuttosport: le sue dichiarazioni.
In questa stagione, sotto la cura Allegri, Strahinja Pavlović, è cresciuto tantissimo sia a livello difensivo che offensivo. Il difensore serbo ha rilasciato quest’oggi un’intervista a Tuttosport. Di seguito le sue dichiarazioni.
Le parole di Pavlovic
L’attaccante che più le ha dato fastidio?
«In questo campionato direi Lautaro e Thuram, ma ricordo ancora quanto è stato difficile marcare Giroud quando ho giocato contro il Milan in Champions».
Vlahovic, l’ha sentito?
«Sì, si, noi due ci sentiamo sempre… Dusan è un mio grande amico e quasi tutti i giorni ci scriviamo o ci parliamo. Lui è un grande giocatore e una grande persona. Prima di venire al Milan gli avevo chiesto com’era l’Italia e ho fatto due chiacchiere sull’argomento pure con Milenkovic e Terzic, sa qui giocano tanti miei connazionali e questo mi piace molto».
Il suo amico Dusan è in scadenza di contratto: uno come lui farebbe comodo al Milan?
«Questa non è una domanda per me… Posso però dire che è un grande giocatore con tanta qualità: quando lui è in forma è il numero uno, il miglior attaccante del campionato e uno dei più bravi al mondo».
Tanti gol?
«Pensi che da piccolo ci giocavo pure, in attacco. Come centravanti ma pure come numero dieci e questo mi aiuta nel muovermi in area di rigore… Magari potrei riprovarci nel campionato serbo, ma qui in Italia è troppo difficile».
E come ci è finito al centro della difesa?
«Prima mi hanno retrocesso a terzino, quindi centrale. All’inizio l’ho presa male, poi ho capito che era la mia strada».
Gol più bello?
«Il più bello quello contro il Torino, mentre il più importante è stato quello segnato a Cremona all’ultimo minuto: sembrava stregata».
Meriti di Allegri?
«A lui piace darmi questa libertà di andare avanti per aiutare in attacco: questa è sempre stata una mia caratteristica e mi piace sfruttarla, in più mi aiuta il fatto di giocare come “braccetto” nella difesa a tre: giocando a quattro sarebbe impossibile andare a fare quelle corse in avanti. Tutto questo piace un po’ meno a Mike (Maignan, ndr) che mi urla sempre “Pavlo basta, stai dietro”». E giù una risata.
Allegri è un maestro anche nel curare la fase difensiva: in cosa l’ha migliorata?
«Nella tattica, nel sapermi posizionare in campo e nel capire quali devono essere le giuste distanze tra noi in fase difensiva. Sono tutte piccole cose che però fanno la differenza e lui è un numero uno nell’insegnartele».
È giusto che resti un allenatore così al Milan per la vostra crescita?
«Sì, lui è molto, molto importante per noi. Noi tutti siamo cresciuti con lui ed era soltanto il primo anno, avendo più tempo per lavorare, miglioreremo ancora».
Juve?
«Non ricordo di aver parlato con nessuno di loro, forse il mio procuratore».
Questa Juve così lanciata mette paura?
«Paura no, ma abbiamo grande rispetto per loro. Sappiamo cosa dobbiamo fare per affrontarli, vediamo cosa accadrà».
Cosa significherebbe tornare in Champions.
«È la competizione che tutti vogliono giocare, ma mancano ancora cinque partite e dobbiamo ancora lottare fino alla fine per arrivarci».




