Dopo il terremoto dell’AIA che ha causato le sospensioni di Rocchi e Gervasoni, lo stesso ex designatore ha deciso di non presentarsi all’interrogatorio con il pm di Milano.
Al momento, l’AIA è in grossi problemi, e necessita di una rivoluzione, oltre che di chiarezza. Difatti, il terremoto giudiziario che ha coinvolto in primis il designatore CAN di A e B Rocchi e il supervisore VAR Gervasoni, oltre che i loro collaboratori, ha rimescolato le carte in un tavolo, quello del mondo arbitrale, particolarmente delicato. L’inchiesta prosegue ma, al momento, c’è pochissima trasparenza e molta riservatezza sulle intere prove raccolte, come è giusto che sia.
Le indagini in corso per il reato di “concorso in frode sportiva“, condotte dal pm di Milano, si stanno allargando sempre di più, e sarebbero state destinate a farlo ulteriormente dopo l’interrogatorio dello stesso magistrato a Gianluca Rocchi.
Tuttavia, il legale dell’ex designatore ha annunciato che il suo assistito non si presenterà nella giornata di giovedì in questura, dove era stato chiamato inizialmente per essere interrogato. L’avvocato ha infatti dichiarato che Rocchi “non si presenterà per rendere l’interrogatorio“. Lo stesso legale D’Avirro ha poi continuato: “Voleva presentarsi ma ho deciso io di rinunciare perché, allo stato, non avendo conoscenza del fascicolo delle indagini preliminari, ritengo di non essere in grado di svolgere efficacemente il mandato difensivo”.
Inoltre, il pm di Milano Ascione sarà presto trasferito a Roma per un nuovo incarico, dunque si aspetterà la nomina del nuovo magistrato per il nuovo interrogatorio.




