Lazio, Tare svela un retroscena clamoroso: la stella argentina era a un passo

Lazio, Tare svela un retroscena clamoroso: la stella argentina era a un passo

L’intervista rilasciata da Igli Tare ai microfoni di DAZN apre uno squarcio affascinante sul dietro le quinte del calciomercato italiano, unendo il suo presente da dirigente del Milan a un passato laziale ricco di aneddoti quasi cinematografici.

“Ho un aneddoto che non ho mai raccontato, me lo sono sempre tenuto dentro. Alla Lazio avevamo quasi chiuso per Higuain. Era venuto a Roma anche il padre, avevamo fatto una cena insieme. Poi alla fine non si è più fatto perché a volte queste cose succedono. Era una grande possibilità, era un Higuain ancora giovane. Un’operazione che avevamo tra le nostre mani e avremmo potuto concludere”.

Il racconto del mancato acquisto di Gonzalo Higuaín rappresenta uno dei “sliding doors” più clamorosi della storia recente della Serie A: immaginare il “Pipita” ancora giovane con la maglia della Lazio, dopo una trattativa arrivata fino alla cena decisiva con il padre del giocatore, cambia completamente la prospettiva sui successi dell’era Tare-Lotito.

Tare e il rapporto con Lotito alla Lazio: “Si addormentava, ma faceva 100 cose contemporaneamente”

Proprio il rapporto con Claudio Lotito emerge come il pilastro della formazione professionale di Tare. Il ritratto del presidente biancoceleste è tanto ironico quanto ammirato: la descrizione delle trattative notturne, con Lotito capace di addormentarsi per poi risvegliarsi di colpo al momento di discutere le cifre, restituisce l’immagine di un dirigente unico nel suo genere.

“È stata un’esperienza molto bella, perché lui è molto particolare. Aveva questa capacità di fare cento cose nello stesso momento. Mentre facevamo le trattative, io sapevo il momento in cui lui, a un certo punto, si sarebbe addormentato davanti alla gente. Mentre loro parlavano, lui crollava e si addormentava in quel momento lì. A un certo punto loro si fermavano e io dicevo di continuare a parlare. Poi, appena si trattava dei numeri e la persona che faceva la trattativa chiedeva, per esempio, un milione di euro, lui si alzava: Un milione? No. Era una persona che stava con la testa ovunque, sai, e poi nel suo modo di fare riusciva sempre a concludere le cose. Rimane la sua genialità nel fare delle scelte molto forti, come è stata quella di portare me nel ruolo di direttore sportivo e di Simone Inzaghi. È un personaggio che ha qualcosa in più nel capire le capacità della gente.”

Tare ne riconosce la “genialità” non solo nella gestione economica, ma soprattutto nel fiuto per le persone, rivendicando con orgoglio le scommesse vinte su se stesso (nel passaggio da calciatore a DS) e su Simone Inzaghi, scelte che hanno garantito alla Lazio anni di stabilità e trofei.

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