Inter, Chivu: “I ragazzi si meritano tutto questo, è merito loro. Io nella storia dell’Inter? Già c’ero! Sulla festa e la Coppa Italia…”

Inter Chivu

Cristian Chivu, allenatore dell’Inter, ha parlato al termine della partita vinta contro il Parma. Di seguito le sue parole…

L’Inter vince contro il Parma grazie alle reti di Thuram e Mkhitaryan, ma soprattutto conquista il 21esimo scudetto della sua storia. I nerazzurri si portano a 82 punti in classifica, mentre rimangono fermi a quota 42 punti i ragazzi di Carlos Cuesta. Di seguito le parole di Cristian Chivu al termine della partita, rilasciate a DAZN.

Inter, le parole di Chivu nel post partita

“Credo di essere stato nella storia dell’Inter anche prima di oggi, qualcosa l’ho vinta da giocatore. Sono contento per la società e i tifosi, hanno dovuto subire una narrativa di denigrazione e sfottò dall’anno scorso. I ragazzi sono stati bravi a rinascere e trovare le motivazioni per fare una stagione di questo tipo. Sono felice ora come quando lo ero da giocatore. I ragazzi sono stati meravigliosi”.

Quando ho capito che avremmo trionfato? “Per ciò che rappresenta la società avevamo l’obbligo di essere competitivi. Vince chi fa più punti e alla fine siamo stati noi, abbiamo sempre saputo reagire. Credo che il mese gennaio/febbraio ci abbia dato la consapevolezza di essere competitivi. Poi abbiamo vissuto un momento negativo con l’eliminazione in Champions e la sconfitta nel derby ma ci siamo sempre rialzati”.

Sulla festa “Sto pensando alla finale di Coppa Italia, poi chiaramente sono contento. La scena se la devono prendere i giocatori e godersi l’affetto dei tifosi. Io sono andato in spogliatoio a fumarmi una sigaretta. I giocatori si meritano tutto questo”.

I miei meriti? “Io non parlo di me, sono atipico. Qualche anno fa ho perso l’ego, io cerco solo di essere la versione migliore di me stesso. Io cerco di non fare gli errori che ho subito da giocatore, mi sono preposto di fare l’allenatore a modo mio: voglio essere empatico ed umano, pensarla a modo mio senza farmi influenzare dall’esterno. Io voglio dare il massimo per la società e i tifosi. Tra un mese magari sarò in discussione, questo è il ruolo dell’allenatore. Bisogna accettarlo con il sorriso. Merita tanti ringraziamenti anche il mio staff”.

“Tattica? Non ho voglia di parlarne. Noi abbiamo sempre voluto essere propositivi, poi si cambia in base all’avversario. Non è mai semplice, bisogna adattarsi e capire i momenti delle partite. Noi siamo stati bravi ma il merito va anche ai miei predecessori per il lavoro che hanno fatto. Sono i bravi giocatori che poi ti fanno vincere i titoli. Io ho solo da imparare dagli altri allenatori della Serie A: hanno fatto la storia del calcio”.

 

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