Il Milan del futuro passa dalla qualificazione alla prossima Champions League: le posizioni di Tare e Allegri sono in bilico.
Il destino del Milan versione 2026/27 è appeso a un sottilissimo filo che passa inevitabilmente per il traguardo della Champions League. Secondo quanto riportato da Daniele Longo, la stabilità societaria e tecnica è tutt’altro che garantita: le posizioni di Massimiliano Allegri in panchina e di Igli Tare in dirigenza sono attualmente al vaglio della proprietà, con una permanenza che oggi appare tutt’altro che scontata.
La linea dettata da via Aldo Rossi è chiara: non verranno prese decisioni definitive prima di aver blindato la qualificazione alla prossima Champions League. Questo obiettivo non è solo una questione di prestigio, ma il motore economico fondamentale per pianificare il mercato e sostenere i costi di gestione. Senza la certezza dei ricavi europei, il progetto tecnico potrebbe subire una sterzata drastica, mettendo fine all’era Allegri-bis e al lavoro di Tare dopo una sola stagione di collaborazione.
Un futuro in bilico: il destino del Milan dipende dalla Champions
Nonostante l’attuale posizionamento in classifica, l’insoddisfazione di una parte della tifoseria (culminata nella petizione contro l’AD Furlani) e un rendimento europeo considerato non all’altezza hanno indebolito la posizione del tecnico livornese. Parallelamente, anche l’operato di Tare sul mercato è finito sotto la lente d’ingrandimento: il caso Nkunku, pagato profumatamente e già in uscita, pesa come un macigno sulla valutazione del direttore sportivo.
In caso di mancato raggiungimento degli obiettivi minimi o di una chiusura di stagione deludente, il Milan potrebbe optare per una rivoluzione totale. I nomi per la successione in panchina e nell’area tecnica iniziano già a circolare, con la società che cerca profili capaci di coniugare la sostenibilità finanziaria con una visione di gioco più moderna e aggressiva, richiesta a gran voce dalla piazza.




