Il Como, in soli sette anni, è passato dai campi polverosi del dilettantismo ai palcoscenici più prestigiosi del continente.
Sette anni fa, il Como navigava nelle acque difficili della Serie D. Oggi, quel cammino partito dal basso ha raggiunto un traguardo storico: la qualificazione matematica a una competizione europea per la stagione 2026/27. Una scalata verticale che testimonia come la programmazione, unita a una visione internazionale, possa abbattere ogni barriera gerarchica nel calcio moderno.
La svolta indonesiana: non solo milioni, ma idee
Il punto di svolta risale all’aprile del 2019, quando il club è stato rilevato dai fratelli Robert e Michael Hartono. La proprietà indonesiana ha iniettato nel club risorse straordinarie — si parla di quasi 400 milioni di euro investiti — ma il segreto del successo lariano non risiede solo nel budget. La disponibilità economica è stata fatta fruttare attraverso strategie chiare e un salto alla volta: la vittoria immediata della Serie D, il superamento delle insidie della Serie C in due anni e il consolidamento in Serie B. L’arrivo di Cesc Fàbregas, prima come giocatore e poi come guida tecnica, ha dato l’ulteriore boost necessario. Sotto la sua ala, il Como ha sviluppato un’identità di gioco moderna e propositiva, capace di stupire partita dopo partita.
Un decimo posto per cominciare, l’Europa per sognare
Al primo anno di ritorno in Serie A, il Como si era assicurato un onorevolissimo 10° posto, crescendo costantemente dopo qualche stento iniziale. In questa stagione, però, i ragazzi di Fàbregas hanno completato l’opera. Resta solo da capire quale sarà l’urna europea definitiva — Champions, Europa o Conference League — a seconda del piazzamento finale e dell’esito della Coppa Italia (legato al cammino della Lazio).
Il futuro non ha confini
La sensazione è che l’impresa “made in Como“ non sia affatto finita qui. In un contesto mutevole come quello del calcio italiano attuale, una società che coniuga risorse finanziarie massicce a idee tattiche definite ha tutte le carte in regola per continuare a stupire. Già nel finale di questo campionato, il Como proverà l’assalto definitivo alla zona Champions, confermando che sul ramo del lago non si smette mai di guardare verso l’alto.




