Iran, che tensione con gli Usa: visti negati a parte dello staff. L’accusa

Iran, che tensione con gli Usa: visti negati a parte dello staff. L'accusa

I giorni di vigilia della Coppa del Mondo si accendono di forti tensioni geopolitiche che esulano dal rettangolo di gioco. Al centro della bufera c’è la nazionale dell’Iran, che ha duramente attaccato gli Stati Uniti per quello che è stato definito senza mezzi termini un trattamento deliberato e discriminatorio.

La dura presa di posizione, rilanciata dall’Ansa, nasce dalle pesanti restrizioni burocratiche imposte dalle autorità americane nel rilascio dei visti d’ingresso a ridosso del calcio d’inizio del torneo.

La federazione iraniana è riuscita a ottenere solo all’ultimo momento il via libera per i calciatori della rosa, ma il provvedimento ha scatenato un’immediata contro-risposta diplomatica. Il nocciolo della questione risiede infatti nel blocco imposto a gran parte della delegazione ufficiale, rimasta di fatto esclusa dal viaggio oltreoceano.

Lo strappo di Teheran e lo staff rimasto a terra: l’accusa dell’Iran

La reazione delle istituzioni iraniane è stata immediata e durissima, trovando voce attraverso le dichiarazioni ufficiali rilasciate dall’ambasciata in Turchia. Le autorità diplomatiche hanno puntato il dito contro la parzialità delle concessioni americane, accusando gli organizzatori di aver portato l’ostruzionismo nei confronti della selezione asiatica al suo massimo livello storico.

A far discutere è l’esclusione forzata di figure che Teheran considera fondamentali per il regolare svolgimento della spedizione.“Perché non dite che i visti sono stati negati a gran parte dello staff dirigenziale ed esecutivo, ai consulenti tecnici e ad altri che sono parte integrante di qualsiasi nazionale di calcio? Avete ora portato il trattamento deliberato e discriminatorio contro la nazionale di calcio iraniana al suo massimo livello”, ha affermato l’ambasciata iraniana in Turchia.

La contromossa del ritiro in Messico: così Taremi e compagni “evitano” gli Stati Uniti

I primi segnali di questa profonda spaccatura si erano già manifestati nelle settimane scorse, costringendo i vertici del calcio iraniano a una drastica contromossa logistica. La federazione ha infatti annullato il programma originario che prevedeva lo svolgimento del ritiro pre-mondiale in Arizona, spostando l’intera base operativa oltre il confine statunitense. La scelta della nuova sede è caduta su Tijuana, in Messico.

Questa deviazione strategica è stata adottata sia per aggirare le problematiche legate ai permessi d’ingresso, sia per ridurre allo stretto necessario la permanenza della squadra sul suolo degli Stati Uniti. Nonostante la base logistica sia stata fissata in territorio messicano, l’Iran sarà comunque costretto a varcare la frontiera per disputare i propri impegni ufficiali.

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