CAOS FIFA e il doppiopesismo Haiti-USA. Infantino sulle politiche trumpiane: “Bisogna rispettarle”

CAOS FIFA e il doppiopesismo Haiti-USA. Infantino sulle politiche trumpiane: "Bisogna rispettarle"

La FIFA e il Mondiale sono oggetto delle più pesanti critiche. L’ultimo episodio di “doppiopesismo” fa discutere sui social: la maglia di Haiti viene bloccata, mentre Infantino avalla le politiche di sicurezza trumpiane.

La prima maglia di Haiti, che torna al Mondiale dopo 52 anni, è stata al centro del dibattito pubblico. L’azienda Saeta, produttrice del kit, si è inspirata ad una delle pagine di storia più importanti per la Nazione: la battaglia di Vertières del 1803, che ha regalato l’indipendenza del Paese dai coloni francesi. Sulla maglia da gara, infatti, è rappresentato un soldato che issa una bandiera blu e rossa. 

Per la FIFA, però, questo si tratterebbe di un messaggio politico, bocciando il concept della maglia e chiedendo ad Haiti di ridisegnarla. Dall’altra parte, però, l’organo internazionale si è sempre tenuto lontano dal criticare le feroci politiche di Donald Trump.

FIFA, il NO alla maglia di Haiti stride con lo scempio dei controlli

A fare davvero scalpore, però, sono le storie di due accreditati ufficiali per il Mondiale: un arbitro e un fotografo. Ad Artan, direttore di gara somalo, è stato negato l’accesso negli USA per ragioni di sicurezza, nonostante fosse stato nominato dalla FIFA stessa per la direzioni del Mondiale. Dall’altra parte c’è un fotografo iracheno che, dopo 10 ore di interrogatorio, è stato rimandato indietro.

A queste due storie, però, si potrebbero aggiungere anche quelle delle Nazionali del Senegal e dell’Uzbekistan. La selezione africana è stata perquisita sulla pista di atterraggio al loro sbarco, mentre gli asiatici allenati da Cannavaro hanno dovuto subire un controllo con i cani antidroga.

Infantino sulle politiche trumpiane: “Bisogna rispettarle”

Il Presidente della FIFA, Gianni Infantino, nel corso di una complicata e retorica conferenza alla vigilia del Mondiale, ha parlato delle politiche di sicurezza di Trump: “La Coppa del Mondo femminile 2035 si terrà in Gran Bretagna: sarebbe naturale che la FIFA imponesse al governo chi deve entrare nel paese e chi no? Per me, no… Le procedure per ottenere accreditamenti e approvazioni non sono facili. Viviamo in un mondo di estrema complessità, dove la priorità è la sicurezza. È necessario rispettare le decisioni prese dagli Stati. Chiediamo a tutti di fidarsi di noi, poiché stiamo lavorando per trovare soluzioni“.

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