Il Milan continua a lavorare alla costruzione del nuovo progetto tecnico, ma a oltre due settimane dall’azzeramento della precedente struttura dirigenziale le certezze sono ancora poche. La società rossonera è alla ricerca di un nuovo assetto manageriale e sportivo, con le nomine di amministratore delegato, direttore dell’area tecnica, direttore sportivo e allenatore ancora da definire.
Negli ultimi giorni Gerry Cardinale e la dirigenza di RedBird hanno intensificato colloqui e videocall con diversi candidati. Tra i nomi valutati per la panchina, oltre a Mauricio Pochettino, figura anche Ruben Amorim, ma il profilo che continua a mantenere la pole position è quello di Oliver Glasner come riporta La Gazzetta dello Sport.
L’ex allenatore del Crystal Palace ha recentemente rotto il silenzio sul proprio futuro, spiegando di voler scegliere la prossima destinazione soltanto quando tutte le condizioni saranno perfette. Dietro le quinte, però, il Milan resta la soluzione che più lo affascina. Tra le parti sarebbe già stata raggiunta una base d’intesa per un contratto biennale con opzione e uno stipendio da circa 3,5 milioni di euro a stagione.
Prima di chiudere per il nuovo allenatore, tuttavia, il club vuole definire la figura che guiderà l’area tecnica. In questo senso il nome più forte resta quello di Ralf Rangnick. Dopo l’incontro avvenuto a Vienna, non è però arrivata la fumata bianca.
Il tecnico e dirigente tedesco avrebbe espresso alcune perplessità legate all’autonomia operativa e alla struttura decisionale del club. Inoltre, essendo impegnato con l’Austria al Mondiale, per diverse settimane non potrebbe dedicarsi completamente al nuovo incarico.
Nonostante le difficoltà, l’ipotesi di una coppia formata da Rangnick in dirigenza e Glasner in panchina continua a essere quella più apprezzata all’interno del club. Un binomio che garantirebbe idee condivise e una visione chiara per rilanciare il Milan dopo due stagioni consecutive lontano dalla Champions League e aprire un nuovo ciclo tecnico.




