Il calcio mondiale si prepara a vivere una trasformazione destinata a incidere profondamente sul mercato dei trasferimenti. La FIFA sta infatti lavorando alla nuova versione del Regolamento sullo Status e il Trasferimento dei Calciatori, un pacchetto di riforme che entrerà in vigore a partire da gennaio 2027 e che promette di modificare alcune delle dinamiche più consolidate del sistema.
L’obiettivo dell’organo di governo del calcio internazionale è quello di rendere il mercato più trasparente, garantire maggiori tutele ai giocatori e rafforzare il legame tra i club e i talenti cresciuti nei propri settori giovanili.
Clausola rescissoria per tutti: cambia il potere nelle trattative
La novità più discussa riguarda l’introduzione obbligatoria della clausola rescissoria in tutti i nuovi contratti professionistici. Una misura che potrebbe semplificare molte operazioni di mercato, fissando fin dall’inizio il prezzo necessario per liberare un calciatore dal proprio accordo con il club.
Se oggi la presenza della clausola dipende dalle trattative tra le parti e dalle normative nazionali, dal 2027 diventerà invece un elemento imprescindibile di ogni contratto. Una scelta che punta a ridurre conflitti e lunghe negoziazioni, offrendo maggiore certezza sia alle società sia ai giocatori.
Più diritti economici per i calciatori
Tra i punti centrali della riforma c’è anche una maggiore attenzione verso gli atleti con stipendi meno elevati. La FIFA intende infatti riconoscere ai giocatori che percepiscono fino a 150 mila euro annui una quota del valore generato dal proprio trasferimento.
In caso di cessione, questi calciatori potranno ricevere una percentuale pari al 5% dell’operazione, con margini di trattativa regolati da specifici parametri federali. Una misura che mira a riequilibrare il sistema e a consentire anche ai professionisti lontani dai grandi ingaggi di beneficiare economicamente dei trasferimenti che li riguardano.
Fiducia ai giovani: contratti più lunghi per chi cresce nel vivaio
La riforma guarda anche al futuro dei club e alla valorizzazione dei settori giovanili. Le nuove norme consentiranno infatti ai calciatori minorenni cresciuti all’interno di una società di firmare contratti professionistici fino a cinque anni.
Attualmente il limite è fissato a tre stagioni, ma la FIFA ritiene che una durata maggiore possa favorire la programmazione tecnica e offrire maggiore stabilità ai giovani talenti. Per accedere a questa possibilità sarà però necessario soddisfare determinati requisiti legati al percorso di formazione all’interno del club.




