La storia tra la Juventus e Comolli è già giunta ai titoli di coda: l’amministratore delegato si dimette dopo un anno, in arrivo Carnevali.
Clamoroso colpo di scena nell’organigramma societario della Juventus. Ad appena un anno dal suo sbarco a Torino, Damien Comolli si dimette dal ruolo di amministratore delegato del club bianconero. Come anticipato da Fabrizio Romano e confermato da La Gazzetta dello Sport, l’avventura all’ombra della Mole dell’ex dirigente del Tolosa è giunta bruscamente al capolinea.
Dopo 12 anni, Giovanni #Carnevali lascerà il #Sassuolo: diventerà il nuovo amministratore delegato della #Juventus ⚪️⚫️
Il dirigente lo ha già comunicato all’ormai suo ex club 🔎
Si tratta di una decisione presa da #Elkann: domani arriverà l’ufficialità ⏳
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La proprietà ha ormai preso la sua decisione e si attendono soltanto gli ultimi passaggi formali per sancire la separazione ufficiale. Nel frattempo, la Juventus ha già individuato la figura a cui affidare le chiavi della società: è in arrivo Giovanni Carnevali, storico amministratore delegato del Sassuolo, che ha già comunicato al club neroverde il suo addio. Nella giornata di domani è stato convocato un Consiglio di Amministrazione straordinario, nel quale saranno ufficializzate le dimissioni dell’ex Tolosa.

I motivi del divorzio tra Juventus e Comolli: dalle frizioni con Spalletti ai flop sul mercato
L’addio di Comolli è il risultato di dodici mesi tormentati, caratterizzati da crepe insanabili sia a livello umano che strategico. Il dirigente francese paga in primo luogo uno scarso feeling e un rapporto mai decollato con il tecnico Luciano Spalletti. A far precipitare definitivamente la situazione sono state però le numerose scelte sbagliate compiute nelle ultime sessioni di calciomercato, che hanno pesato enormi somme sulle casse della società senza produrre i risultati sperati sul terreno di gioco.
#Juventus, in arrivo le dimissioni di #Comolli: il nuovo ad sarà #Carnevali. Ultime su @Gazzetta_it https://t.co/DeEk39hmQi
— Giovanni Albanese (@GiovaAlbanese) June 11, 2026
A pesare come un macigno è soprattutto il clamoroso flop di Lois Openda. L’attaccante belga era stato acquistato in extremis nelle ultime ore della scorsa sessione estiva, dopo che era naufragata la trattativa con il PSG per riportare a Torino Randal Kolo Muani. Un’operazione di ripiego costata alla Juventus oltre quaranta milioni di euro, rivelatasi ben presto un investimento infruttuoso.
Non sono andate meglio le altre scommesse di Comolli. Joao Mario, arrivato in estate tra grandi aspettative, ha deluso l’ambiente ed è stato già ceduto a gennaio in prestito al Bologna. Destino simile per Edon Zhegrova: pagato ben 14 milioni di euro al Lille nonostante un lungo stop causato dalla pubalgia, l’esterno non è praticamente mai riuscito a conquistare una maglia da titolare, chiudendo l’esperienza con lo sconfortante bottino di zero gol e zero assist messi a referto con la maglia della Juventus.
Comolli out: il caso Vlahovic ha fatto traboccare il vaso
Se i fallimenti in entrata avevano minato la stabilità del dirigente, la gestione dei contratti interni ha rappresentato il punto di non ritorno. Il mancato accordo per il prolungamento di Dusan Vlahovic è stato il vero colpo di grazia per la gestione Comolli. Con il contratto in scadenza il prossimo 30 giugno, il centravanti serbo sarà libero di lasciare la Juventus a parametro zero, privando il club sia del suo punto di riferimento offensivo sia di una potenziale plusvalenza multimilionaria.
Dopo il capitolo negativo legato a Cristiano Giuntoli, John Elkann non è riuscito a trovare la stabilità e la serenità aziendale auspicata nel profilo internazionale di Comolli. La scelta di virare con decisione su Giovanni Carnevali rappresenta un ritorno all’usato sicuro e alla profonda conoscenza delle dinamiche del calcio italiano. L’attuale CEO del Sassuolo, celebre per la sua straordinaria abilità nel gestire i bilanci e tessere reti di mercato, avrà l’arduo compito di sanare le ferite lasciate dall’ultima gestione e ricostruire un ciclo vincente e sostenibile in casa bianconera.




