Martedì sera si è svolta la partita tra Israele e Bosnia U-21. Gli ospiti hanno deciso di non stringere la mano agli avversari.
Pochi attimi prima del fischio di inizio, i calciatori della Bosnia U-21 si sono rifiutati di scambiare i saluti con i calciatori israeliani. Al termine della sfida, conclusasi con il risultato di 0-0, il capitano dei bosniaci, Muhamed Buljubašić, ha spiegato le ragioni dell’unanime scelta:
“In qualità di capitano della squadra, prima della partita di ieri, ho affermato chiaramente che la mia patria e la mia famiglia non mi hanno mai incoraggiato a piegarmi davanti a coloro che spingono questo mondo verso il disonore e la violenza. Il mio obiettivo era quello di riflettere il pensiero di tutto il mio Paese e ciò che ogni persona di buon senso prova riguardo all’attuale situazione mondiale, e di essere un esempio”.
“I miei genitori non mi hanno cresciuto perché piegassi la schiena di fronte a chi sta conducendo il mondo verso il disonore e la violenza.”
🇧🇦 Così Muhamed Buljubašić, capitano della Bosnia-Erzegovina U21, ha spiegato la mancata stretta di mano ai giocatori israeliani.
— Pallonate in Faccia @pallonateinfaccia.bsky.social (@pallonatefaccia) April 2, 2026




