Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha parlato in conferenza stampa prima del match contro la Lazio dove è stato annunciato il rinnovo di Kenan Yildiz
Di seguito le dichiarazioni del tecnico della Juventus in conferenza stampa:
«È un giorno importante per il futuro della Juventus: questa firma è significativa sulle intenzioni di questo club, è bello pensare di avere Kenan a disposizione per il maggior numero di anni possibile, Yildiz è a disposizione per la gara di domani, su Conceicao e Kelly invece si sono allenati a parte e verranno valutati nelle prossime ore»
«La società avrà il tempo di fare le sue valutazioni sul nostro futuro: quando avrò dimostrato di meritare un rinnovo come Kenan, se ci riuscirò, allora sarà una possibilità. Adesso siamo concentrati sulle priorità, ossia preparare bene le partite mentre il club pianifica il futuro della squadra. Ci sono tante gare ancora da giocare che possono far cambiare opinione velocemente a tutti: facciamo le cose con calma, senza rincorrere niente, ho parlato spesso a telefono con John Elkann: lo sento molto vicino, ci confrontiamo di continuo, con lui al nostro fianco ci sentiamo ancora più forti»
«Il rendimento del gruppo dipende anche a me: io faccio delle scelte, la nostra squadra porta tanto i giocatori a relazionarsi e influenzarsi nel gioco e probabilmente, facendone giocare più alcuni di altri, sono riuscito a trasmettere di più a loro. La differenza tra titolari e riserve non la vedo, viene fuori dalla prestazione al massimo: non individuo dei singoli colpevoli quando viene a mancare il risultato, è tutta la squadra che performa a un livello più basso.»
«Giochisti o risultatisti, di mezzo ci sono gli equilibristi: dal mio punto di vista avere la palla è fondamentale, più la teniamo e più abbiamo il destino nelle nostre mani. Alle volte delle gare ti fanno sentire un po’ incompleto, però quello che vogliamo fare è sviluppare e sfruttare le qualità dei giocatori oltre posizione e ruolo. Stiamo cercando di avere più palla noi, poi sul cosa farne e dove andare a portarla è un discorso diverso»
Juventus, il resto della conferenza di Spalletti
«Avere un leader di 20 anni significa che riesce a dare forza a tutti, perché la valutazione passa da quanto fai brillare la squadra. Essere collegati agli altri è fondamentale e solo così si diventa tutti più forti: Kenan ha lo strappo e crea enormi vantaggi, è veramente tanta roba Yildiz, sa stare con gli altri e sa capire chi lo circonda, sa stare in un contesto come questo anche se è giovane: merito del lavoro fatto dalla sua famiglia. Kenan sa adattarsi e farsi apprezzare, è una qualità assoluta»
«Boga e Holm sono due giocatori che possono darci una mano: il primo sa incidere in diversi ruoli grazie alla sua rapidità e alla tecnica palla al piede, riuscendo a saltare all’occorrenza l’avversario. Ci ha fatto vedere subito di avere personalità, appena è entrato ha puntato l’uomo. Holm lo conosco da più tempo, perché ha giocato a La Spezia e l’ho visto giocare più volte, prima di avere una crescita importante» «Ci vogliono calciatori forti che abbiano personalità e siano a livello e nelle condizioni di far giocare la squadra per puntare a obiettivi importanti. L’allenatore è importante, ma poi sono i ragazzi in campo e le loro doti a fare le fortune di un club»
«La Lazio è in continuo movimento, una squadra di palleggio: sapersi adattare a scenari che cambiano sempre è una caratteristica importante, deve essere una chiave per andarci a prendere il pallino del gioco. Contro di loro, distanze e ritmo devono essere perfetti per riuscire a scrollarteli di dosso, sono sempre uniti e compatti: dobbiamo essere bravi a essere collegati e a leggere i vari momenti della partita. La Lazio gioca meglio di quello che dice la classifica»
«Prima il centravanti era il punto di arrivo di ogni manovra, ora invece spesso è quello di partenza perché la finalizzazione viene distribuita in tutto il resto della squadra. La prima punta è quella che apre lo spazio per gli inserimenti: il nostro obiettivo è il movimento collettivo della squadra, con i singoli che si rendono conto di quando è il momento in cui si decide la gara»
«Kelly è un giocatore che sa ritagliarsi spazio anche in avanti, ha un gran tiro, un calcio davvero potente unito a una fisicità importante. Conceicao deve crescere e saper intuire quale sia il pallone che cambia la storia di una partita: bisogna adattarsi velocemente, il pallone aderisce prima all’idea che al piede» «Bisogna avere una visione completa di chi abbiamo davanti: non sfidiamo solo una squadra, ma l’intero campionato e il nostro futuro tutte le volte che scendiamo in campo. Ogni partita è nostra, nel senso che giochiamo sempre noi a prescindere dal nome dell’avversario: dobbiamo avere mentalità e coerenza di comportamento, avere consapevolezza di ciò che siamo»




