Guerra in Medio Oriente, nonostante le tensioni riparte il campionato in Qatar: l’obiettivo è non perdere la Finalissima tra Spagna e Argentina

Nonostante i bombardamenti dell’Iran in Qatar, il campionato qatarino è pronto a ripartire: l’obiettivo è “proteggere” la Finalissima del prossimo 27 marzo.

Nasser Al Khelaifi non ha potuto assistere dal vivo allo spettacolo del suo PSG, che ieri sera ha travolto il Chelsea con un netto 5-2, ipotecando di fatto la qualificazione ai quarti di Champions League. Il presidente del club parigino è rimasto bloccato a Doha e non è riuscito a rientrare in tempo, a causa delle forti tensioni legate al conflitto nel Golfo. La capitale del Qatar, infatti, resta un’area particolarmente delicata, finita nel mirino degli attacchi iraniani tra droni e missili. Nonostante questo clima di incertezza, da questa sera in Qatar si tornerà comunque a giocare. Tutto mentre cresce l’attesa per la “Finalissima” tra la Spagna campione d’Europa e l’Argentina campione del Mondo, in programma il 27 marzo.

In Qatar il campionato è pronto a ripartire: priorità alla sicurezza, ma Doha guarda alla Finalissima

Ad aprire la 18ª giornata della Qatar Stars League sarà anche l’Al Duhail, squadra in cui milita l’ex PSG Marco Verratti, anche se il centrocampista italiano non sarà disponibile per infortunio. Le autorità locali, però, continuano a rassicurare sull’evoluzione della situazione. Il presidente della Lega, Hani Ballan, ha sottolineato come il momento sia complesso, ma ha anche ribadito che il Qatar resta uno dei Paesi ritenuti più sicuri al mondo, grazie a un sistema di protezione considerato solido anche in circostanze delicate come queste.

Il Qatar è finito fin dall’inizio del conflitto tra gli obiettivi dell’Iran, sia per il suo peso strategico come paese sunnita e grande produttore di idrocarburi, sia perché ospita la più grande base militare statunitense del Medio Oriente. Ballan ha poi ribadito che la tutela di giocatori, allenatori, dirigenti e staff resta la priorità assoluta. Proprio per questo la ripresa del campionato avverrà seguendo misure e protocolli precisi, con l’obiettivo di garantire la massima sicurezza senza rinunciare, per quanto possibile, a un ritorno alla normalità.

Intanto Doha continua a prepararsi per uno degli appuntamenti calcistici più attesi di fine mese: la Finalissima tra Argentina e Spagna. Resta però da capire se le due nazionali confermeranno la sede qatariota oppure se, viste le tensioni, valuteranno l’ipotesi di disputare la partita in un Paese considerato più al riparo dal rischio di nuovi attacchi.

Guerra in Medio Oriente, l’Iran non parteciperà al Mondiale: le parole del Ministro dello Sport iraniano

Il ministro dello Sport iraniano esclude la partecipazione del suo Paese ai Mondiali di calcio negli Usa. Lo riporta il quotidiano tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung, in un articolo sulla posizione di Donald Trump, che assicura che la squadra potrà partecipare. “Dal momento che questo governo corrotto ha assassinato il nostro leader, non abbiamo alcuna intenzione di partecipare ai Mondiali“, ha affermato il ministro Ahmad Donjamali in tv, sottolineando le “misure malvagie intraprese contro l’Iran“: “ci sono state imposte due guerre in otto o nove mesi e diverse migliaia dei nostri cittadini sono stati uccisi“. “Non abbiamo assolutamente alcuna possibilità di partecipare“.

Qualche ora fa, sui suoi profili social, il presidente della Fifa Gianni Infantino aveva postato questo messaggio dopo un incontro alla Casa Bianca con il presidente Usa per fare il punto sull’avvicinamento alla Coppa del Mondo di calcio 2026, in programma dal 14 giugno in Usa, Messico e Canada: “Il presidente Trump mi ha assicurato che la nazionale dell’Iran è benvenuta al Mondiale”

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