CR7 sciopera, la Saudi Pro League tuona: “Le decisioni non spettano a lui”

Cristiano Ronaldo

La Saudi Pro League ha risposto agli “scioperi” di Cristiano Ronaldo per via della gestione non apprezzata del fondo PIF.

“La Saudi Pro League è strutturata attorno a un principio semplice: ogni club opera in modo indipendente, secondo le stesse regole.

I club hanno i propri consigli di amministrazione, i propri dirigenti e la propria leadership calcistica. Le decisioni su acquisti, spese e strategie spettano a quei club, all’interno di un quadro finanziario progettato per garantire sostenibilità ed equilibrio competitivo. Tale quadro si applica equamente a tutta la lega.

Cristiano è stato pienamente coinvolto nell’Al-Nassr fin dal suo arrivo e ha svolto un ruolo importante nella crescita e nell’ambizione del club. Come ogni atleta d’élite, vuole vincere. Ma nessun individuo, per quanto importante, determina decisioni che vanno oltre il proprio club.

Le recenti attività di mercato dimostrano chiaramente questa indipendenza. Un club si è rafforzato in un modo particolare. Un altro ha scelto un approccio diverso. Queste sono state decisioni del club, prese entro parametri finanziari approvati.

La competitività del campionato parla da sola. Con solo pochi punti a separare le prime quattro, la corsa al titolo è molto accesa. Questo livello di equilibrio riflette un sistema che funziona come previsto.

L’attenzione resta sul calcio, sul campo, dove deve stare, e sul mantenimento di una competizione credibile e competitiva per giocatori e tifosi”.

CR7 contro il fondo PIF: le sue azioni e la motivazione

Alla base della protesta della leggenda portoghese ci sarebbe la profonda insoddisfazione per il mercato invernale del club saudita. Inoltre, secondo Record Portugal, nel suo contratto sarebbe presente una clausola rescissoria da 50 milioni di euro, dettaglio che alimenta le speculazioni su un possibile addio.

Anche il quotidiano A Bola sottolinea il malcontento di Ronaldo nei confronti della gestione del PIF, soprattutto nel confronto con gli investimenti destinati ad altri club del fondo. A pesare sarebbe il mancato sostegno all’allenatore Jorge Jesus, che nel mercato di gennaio ha ricevuto come unico rinforzo il giovane Haydeer Abdulkareem, centrocampista iracheno classe 2003. Parallelamente, all’interno della società sarebbero stati ridimensionati i poteri del direttore sportivo Simão Coutinho e dell’amministratore delegato José Semedo, decisioni che avrebbero ulteriormente incrinato gli equilibri.

Il confronto con l’Al-Hilal rende la situazione ancora più delicata: il club guidato da Simone Inzaghi ha infatti rafforzato la rosa con acquisti mirati come Pablo Marí, il talento francese Saimon Bouabré, il promettente Kader Meité e soprattutto il colpo di grande prestigio rappresentato da Karim Benzema. Un contesto che rischia di aumentare le tensioni e lascia aperti scenari imprevedibili sul futuro della leggenda portoghese.

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