La Serie A sceglie Malagò per la Figc! Oggi l’assemblea di Lega: le richieste dei club e il nodo politico

La Serie A sceglie Malagò per la Figc! Oggi l'assemblea di Lega: le richieste dei club e il nodo politico

La maggioranza dei club di Serie A sembra aver scelto quello che sarà il nuovo Presidente della Figc: oggi l’assemblea di Lega.

L’assemblea di Lega convocata oggi a Milano segna un potenziale punto di svolta storico per gli equilibri del calcio italiano. Per la prima volta dal 2001, secondo quanto riportato da La Gazzetta dello Sport, i club di Serie A sembrano pronti a muoversi come un blocco unico per indicare il proprio candidato alla presidenza della FIGC, ponendo fine a un lungo periodo in cui la massima serie è rimasta ai margini delle decisioni federali. La scelta è ricaduta su Giovanni Malagò, attuale numero uno del CONI, visto dalle società come l’unico profilo in grado di garantire autorevolezza e competenza gestionale in un momento di crisi profonda.

Malagò Presidente Figc: il consenso della Serie A e l’ostacolo del Governo

Il favore verso Malagò ha assunto i contorni di un vero e proprio plebiscito. Dei venti club che compongono la Lega, ben 17 o 18 sono pronti a sottoscrivere la sua candidatura, superando le storiche divisioni interne che spesso paralizzano via Rosellini. Anche il Milan, che inizialmente aveva accarezzato l’idea di proporre Adriano Galliani, è confluito sul nome di Malagò dopo il passo indietro dell’ex dirigente rossonero.

Tra gli endorsement più pesanti spicca quello di Urbano Cairo, che ha elogiato i risultati ottenuti da Malagò alla guida dello sport italiano, culminati con il successo delle Olimpiadi di Parigi. L’unica nota fuori dal coro resta quella di Claudio Lotito, che guida una minoranza ormai ridotta a pochissimi club e che non sembra avere la forza politica per ribaltare l’esito dell’assemblea.

Nonostante la compattezza dei club, il cammino verso il voto del 22 giugno resta in salita a causa delle frizioni con il mondo della politica. Se la Serie A vede in Malagò l’usato sicuro e autorevole, il Governo ha espresso più di una perplessità per bocca di Matteo Salvini, che ha dichiarato di preferire “volti nuovi” per il rilancio del movimento. Questa divergenza di vedute apre un fronte di tensione tra la Lega e le istituzioni, con i club che però tirano dritto.

Le richieste della Serie A: dalle scommesse agli stadi

La convergenza della Serie A su Malagò non è però un assegno in bianco, ma è legata a un preciso documento di rivendicazioni che i club considerano non più rinviabili. Le società chiedono a gran voce una profonda riforma del sistema, partendo dal riconoscimento di un diritto d’autore sulle scommesse, ovvero una quota dell’1% da riservare a chi organizza gli eventi. A questo si aggiungono la richiesta di abolire il divieto di pubblicità per il betting e l’introduzione di incentivi fiscali, sotto forma di Tax Credit, per chi investe seriamente nei settori giovanili e nella costruzione di stadi di proprietà. Il messaggio al futuro presidente è chiaro: il calcio deve essere trattato come un’industria strategica che restituisce allo Stato oltre venti euro per ogni euro investito.

Leggi anche