Della sua avventura al Milan ha parlato Santiago Gimenez, che ha raccontato il suo momento e gli obiettivi al rientro dall’infortunio.
Dopo un inizio pessimo, Santiago Gimenez ha dovuto fermarsi per un problema alla caviglia, che ha costretto il messicano a operarsi, dovendo quindi rimanere ai box per molto tempo. Il calciatore, in questo periodo di stop forzato, ha concesso un’intervista a ESPN MX, dove ha raccontato la sua avventura al Milan fino a questo punto e il suo amore per la maglia. Inoltre, l’ex Feyenoord ha raccontato un aneddoto interessante riguardante Luka Modric, suo vicino di casa. Ecco le sue parole, riprese da Sky Sport.
Milan, Gimenez: “La caviglia è guarita, so di non aver dimostrato chi sono e cosa so fare”
“Devono vedere qualcosa in me perché, anche se non ho dato le prestazioni sportive che avrei voluto, non ho dimostrato chi sono e cosa so fare, hanno fiducia nelle mie capacità e mi hanno difeso in molte occasioni quando mi hanno criticato, e questo lo apprezzo molto. Il Milan è una squadra per cui sognavo di giocare fin da bambino. Guardare Dida, Kaká, Crespo, Ronaldinho, Pirlo, mi fa venire la pelle d’oca. Rappresentare la loro maglia è un grande onore per me. I sogni diventano realtà e apprezzo molto il fatto che si fidino di me, perché personalmente non ho mai avuto grandi prestazioni sportive”.
Sull’infortunio alla caviglia, che tiene il messicano ai box da fine ottobre, l’ex Feyenoord ha affermato: “La mia caviglia è sistemata, preparatevi!“. L’obiettivo è il rientro in campo per aprile, quando ricomincerà a lottare in primis per il Milan, ma anche per conquistare un posto ai Mondiali con il Messico.
Su Luka Modric, invece, Gimenez ha confessato: “Luka è il mio vicino. Abbiamo condiviso momenti davvero belli perché parla spagnolo e, cosa ancora più importante, abita accanto a me. Un aneddoto interessante è che è venuto a casa mia, ha bussato alla porta e ha chiesto il lettino per i massaggi. È venuto anche il suo fisioterapista; sapeva che ce l’avevo, e quando me l’ha chiesto, ero con la mia famiglia, e tutti volevano una foto. Ha chiacchierato con loro; è un bravo ragazzo. Come persona, è ancora meglio. Mi ha aiutato molto; ha molta esperienza, è un grande leader ed è un grande giocatore di squadra”




